La conclusione dell’anno giubilare
Nel tempo della Novena che ci prepara al Natale, mentre il cuore si apre ad accogliere la Parola che si fa carne, il Vescovo rivolge alla Chiesa diocesana un invito semplice e profondo: ritrovarci insieme per dire grazie al Signore al termine dell’Anno Giubilare.
Un anno segnato dalla misericordia di Dio, iniziato per volontà di papa Francesco e che sarà concluso il prossimo 6 gennaio, ci consegna un dono da custodire: la riscoperta della Chiesa come famiglia, luogo di comunione e di fraternità, capace di accogliere tutti, anche chi vive situazioni di solitudine o di fragilità.
La data scelta per la celebrazione conclusiva non è casuale. Nel giorno della Santa Famiglia di Nazareth, siamo invitati a riconoscere che ciascuno di noi è chiamato a “fare famiglia” con i propri fratelli e sorelle, così come sono, nelle loro luci e nelle loro ferite. È questo il frutto più autentico dell’esperienza giubilare del perdono: sentirci parte di un unico corpo.
Per questo motivo, il Vescovo invita tutta la diocesi a partecipare alle celebrazioni di ringraziamento:
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Sabato 27 dicembre alle ore 16.00, nella Cattedrale di Santa Maria della Marina a San Benedetto del Tronto
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Domenica 28 dicembre alle ore 16.00, nella Cattedrale di Sant’Emidio ad Ascoli Piceno
Durante queste celebrazioni affideremo in modo particolare tutte le famiglie, invocando l’intercessione di Maria e Giuseppe, con uno sguardo attento a quelle più ferite e provate.
Un invito esteso anche alla Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace
L’invito del Vescovo si estende anche al 1° gennaio 2026, Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace. Alle ore 18.00, nella chiesa di Sant’Agostino ad Ascoli Piceno, dove è custodita l’immagine della Madonna della Pace, la diocesi si ritroverà per una veglia di preghiera, alla quale sono stati invitati anche gli Amministratori del territorio.
Il messaggio del Papa per questa giornata – “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante” – ci ricorda che la pace nasce dal Signore Risorto e chiede a ciascuno di noi di disarmare il cuore dalla violenza e dal rancore.
Nel tempo del Natale, questo invito risuona come un augurio e una responsabilità: camminare insieme come Chiesa, famiglia di famiglie, testimoni di speranza e di pace.
Dal profondo del cuore, ancora una volta, buon Natale a tutti.