L'impronta di San Francesco

Cronaca, arte e devozione del Piceno

In occasione delle celebrazioni francescane per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, Ascoli Piceno ospita il percorso espositivo “L’Impronta di Francesco d’Assisi. Cronaca, Arte e Devozione”, dedicato alla presenza e all’eredità del Santo nel Piceno attraverso la storia, l’arte e la memoria.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Museo Diocesano di Ascoli Piceno, la Conferenza Episcopale Marchigiana e la Regione Marche e si inserisce nel progetto strategico regionale “Museo Diffuso”, che coinvolge anche gli altri musei diocesani delle Marche. Il progetto è promosso dalla Regione Ecclesiastica Marche, sostenuto dalla Regione Marche e finanziato nell’ambito dell’Accordo per la Coesione 2021-2027, con il cofinanziamento della Diocesi di Ascoli Piceno.

Francesco d’Assisi, testimone del Vangelo e uomo del nostro tempo

Il cuore della mostra è il desiderio di restituire Francesco d’Assisi nella pienezza della sua umanità, come autentico testimone del Vangelo.

Il visitatore è accompagnato dentro la sua esperienza attraverso l’inquietudine, il dramma personale, la riconciliazione e infine la gioia. Al centro emerge l’incontro con frate Francesco e con una spiritualità capace di ricomporre l’unità di spirito, anima e corpo nel rapporto con Dio, con sé stessi, con gli altri e con l’intero Creato.

Dal dialogo tra l’esperienza francescana e la sensibilità contemporanea prende così forma il volto di un Santo ancora vivo e capace di parlare alle domande dell’uomo di oggi.

Un cammino attraverso il manufatto sacro

Il percorso espositivo unisce rigore storico e suggestione estetica, mettendo in dialogo documenti, dipinti, opere di oreficeria e testimonianze monumentali presenti anche nel territorio ascolano.

L’itinerario si sviluppa idealmente attraverso tre grandi dimensioni: l’incontro, l’estasi e la croce.

Il fondamento storico: l’incontro

La prima tappa richiama il celebre passaggio di San Francesco ad Ascoli nel 1215.

Secondo quanto narrato da Tommaso da Celano nella Vita prima, la predicazione del Poverello nel Piceno suscitò un entusiasmo tale che trenta uomini decisero di vestire immediatamente l’abito francescano.

A testimoniare questa memoria è anche un esemplare degli Acta Sanctorum conservato nella Biblioteca Diocesana: la parola scritta diventa così testimonianza viva dell’impronta lasciata dalla predicazione di Francesco nel territorio ascolano.

L’esperienza mistica: l’estasi

La seconda dimensione conduce nel cuore dell’esperienza spirituale di Francesco attraverso l’Estasi di San Francesco, opera del XVII secolo proveniente dal Palazzo Vescovile.

Il dipinto traduce in immagine il silenzio mistico e il fervore contemplativo raccontati dalle Fonti Francescane, invitando il visitatore ad accostarsi alla dimensione più intima e profonda della vita del Santo.

La memoria tangibile: la Croce di Poggio Canoso

Il terzo momento del percorso è affidato alla Croce di Poggio Canoso, preziosa stauroteca della fine del XIII secolo custodita presso il Museo Diocesano.

Realizzata in rame dorato e impreziosita da filigrana, pietre preziose e corallo, la Croce rappresenta una testimonianza significativa della devozione alla Vera Croce e dell’eredità spirituale francescana giunta fino a noi attraverso l’eccellenza dell’arte orafa.

L’impronta francescana oltre il Museo: la Predica agli Uccelli

La mostra invita anche a uscire dagli spazi espositivi e a estendere lo sguardo sul territorio ascolano, ancora oggi custode di importanti testimonianze francescane.

Tra queste emerge l’affresco della Predica agli Uccelli conservato su un pilastro della chiesa di San Gregorio Magno ad Ascoli Piceno.

L’opera, realizzata nel XIV secolo e ispirata al racconto dei Fioretti, precede i celebri cicli giotteschi e testimonia quanto precocemente la figura e il messaggio di San Francesco abbiano trovato espressione artistica e spirituale nel Piceno.

Un’eredità ancora viva nel Piceno

“L’Impronta di Francesco d’Assisi” non vuole essere soltanto un’esposizione di opere, ma un itinerario spirituale ed emozionale.

Cronaca, arte e devozione si intrecciano per raccontare la presenza di Francesco nel territorio e, soprattutto, la risonanza che il suo messaggio continua ad avere nella cultura contemporanea.

La memoria del suo passaggio, la contemplazione espressa nell’arte e la devozione custodita nei secoli mostrano infatti come l’impronta francescana nel Piceno non appartenga soltanto al passato, ma continui a essere viva, feconda e attuale.

La direzione e la cura scientifica dell’iniziativa sono affidate all’arch. Simona Massari, per il coordinamento tecnico e scientifico, insieme al dott. Marco Lattanzi, direttore del Museo Diocesano, e a don Elio Nevigari, incaricato per i Beni Culturali e l’Edilizia di Culto, con il contributo di S.E. Mons. Gianpiero Palmieri, Vescovo di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto.

L’Impronta di Francesco d’Assisi: ad Ascoli un percorso tra cronaca, arte e devozione - rollup
L’Impronta di Francesco d’Assisi: ad Ascoli un percorso tra cronaca, arte e devozione - pannello

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