In preparazione alla visita della Madonna nella venerata effigie che ci giunge da Fatima, vorrei riprendere alcune parole dal messaggio che in quest’anno mariano ho rivolto ai sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli della nostra diocesi. Maria è il dono materno di Cristo per tutti. Rappresentato dalla figura tipologica del discepolo amato, ogni cristiano può aprirle il cuore, considerarla vera madre nell’ordine della grazia e con lei può intessere un dialogo esistenziale ininterrotto. E, se questo vale per tutti i battezzati, ancor più ha senso e valore per noi sacerdoti, fragili strumenti della misericordia divina di cui lei, per peculiare sovrabbondanza di grazia, è dispensatrice.  L’affidamento a Maria, che rinnoveremo nello spirito di Fatima la sera del 11 luglio prossimo in cattedrale, non può essere pertanto ridotto a semplice devozione o considerato come una forma di vago sentimentalismo spirituale. E’ piuttosto l’avvertire consapevole che tutto lo spazio della nostra esistenza è posto sotto la protezione e la guida della Madre di Cristo. San Giovanni Paolo II, facendo riferimento all’esperienza personale, descriveva il suo affidamento alla Madonna come una reciproca abitazione e un’ospitalità interpersonale e lo sintetizzava in quest’antica formula di consacrazione: “Totus tuus  ego sum et omnia ma tua sunt ; accipio Te in mea omnia; praebe mihi cor tuum, Maria” Esortava e indicava con il suo esempio ad affidarsi, come l’apostolo Giovanni, a lei e a introdurla in tutti gli ambiti della propria esistenza. Così si entra nel raggio d’azione di quella “materna carità”, con la quale la Madre del Redentore “si prende cura dei fratelli del Figlio suo”, “alla cui rigenerazione e formazione coopera”(Redemptoris mater,45). 
         Ribadiamo il nostro affidamento a Gesù per le mani di Maria con fede, sostenuti dall’intercessione di Colei che è madre misericordiosa di tutti. A Lei affidiamo i sacerdoti e i diaconi, i seminaristi e aspiranti che sono la speranza della nostra Chiesa ascolana, invocando il dono di sante e numerose vocazioni al sacerdozio, alla vita consacrata e all’impegno cristiano nella società. A Lei affidiamo i giovani e le famiglia, gli anziani, gli ammalati, i lavoratori e i disoccupati, e tutte le nostre comunità.  Vado sempre più comprendendo che la vera devozione mariana, ci rende più uniti a Cristo e ci aiuta a essere più fedeli alla nostra vocazione e missione. Possano anche queste mie povere parole entusiasmarvi a sentire la Madonna accanto a voi, presente nel quotidiano non facile ministero; possiate sperimentarne la carezza materna e la celeste protezione.
 
 
                              
                                                                                 ☩ Giovanni D’Ercole