A conclusione dell’Anno Santo della Misericordia, papa Francesco ha voluto istituire la Giornata Mondiale dei Poveri.  Così egli scrive nel messaggio per l’odierna prima Giornata. “Al termine del Giubileo della Misericordia ho voluto offrire alla Chiesa la Giornata Mondiale dei Poveri, perché in tutto il mondo le comunità cristiane diventino sempre più e meglio segno concreto della carità di Cristo per gli ultimi e i più bisognosi. Alle altre Giornate mondiali istituite dai miei Predecessori, che sono ormai una tradizione nella vita delle nostre comunità, desidero che si aggiunga questa, che apporta al loro insieme un elemento di completamento squisitamente evangelico, cioè la predilezione di Gesù per i poveri. Invito la Chiesa intera e gli uomini e le donne di buona volontà a tenere fisso lo sguardo, in questo giorno, su quanti tendono le loro mani gridando aiuto e chiedendo la nostra solidarietà. Sono nostri fratelli e sorelle, creati e amati dall’unico Padre celeste. Questa Giornata intende stimolare in primo luogo i credenti perché reagiscano alla cultura dello scarto e dello spreco, facendo propria la cultura dell’incontro. Al tempo stesso l’invito è rivolto a tutti, indipendentemente dall’appartenenza religiosa, perché si aprano alla condivisione con i poveri in ogni forma di solidarietà, come segno concreto di fratellanza. Dio ha creato il cielo e la terra per tutti; sono gli uomini, purtroppo, che hanno innalzato confini, mura e recinti, tradendo il dono originario destinato all’umanità senza alcuna esclusione” (dal Messaggio per il 19 novembre. 2017)

Come frutto di questa giornata abbiamo dato  inizio a una concreta azione che va nel segno del Vangelo. Ci sono tanti poveri, giovani e non giovani, che non hanno casa. La mensa “Zarepta” offre loro da mangiare, ma non sanno dove dormire. In attesa che si possa quanto prima dare inizio al PAS per il quale stiamo lavorando attivamente, lancio una richiesta  a tutti: costituiamo un fondo alimentato dai nostri soldi per offrire a chi non ha casa, un letto e un conforto fraterno. Si dice che deve pensarci la Caritas o i servizi sociali del Comune. È vero solo in parte perché il Vangelo ci chiede di non delegare il nostro impegno a nessuno. Io metto il mio contributo personale e spero che sacerdoti, comunità parrocchiali e persone di buona volontà si uniscano in questo piccolo segno perché sia concreto il tema di questa Giornata, “non amiamo a parole ma con i fatti”. (19 novembre 2017).