Caro sant’Emidio,
attorno a noi spesso trionfa l’accanimento e l’odio gratuito che talora spinge al suicidio. In questa nostra città, proprio in questi giorni mentre tutto era proiettato verso la tua festa sono avvenute diverse tragedie, suicidi e omicidi.  Ieri sera ho ricevuto un biglietto che diceva: “Se ti fermi per strada e mi guardi, se mi prendi la mano ed io la prendo e se mi lasci, non essere sorpreso se prenderò a schiaffi un altro quando verrà  a tenermi la mano”.
Spesso l’amore ferito tradisce, l’unico Amore che non tradisce è quello di Cristo. Attraverso la tua intercessione, ad ogni uomo e donna della nostra Diocesi vorrei ricordare: lasciatevi amare, perché l’amore bello e autentico non ferisce, non tradisce e non fa piangere. L’amore che da allegria e gioia è quello che si offre con gli occhi aperti  e il cuore acceso, è una relazione matura e consapevole in cui non si riempiono vuoti e non si alleviano le solitudini egoistiche.
Se ci pensiamo su, ci renderemo conto di quanto è radicata nella nostra cultura l’idea che “il vero amore fa soffrire”; in realtà è sbagliata. Il dolore e l’amore sono molto diversi. Una relazione sincera basata sulla reciprocità non presenterà mai, nella sua composizione, additivi tossici o velenosi.

Emidio, nostro caro patrono,
è innegabile che noi ormai viviamo in un mondo di angoscia. Ci si sente male nella propria pelle, si è in una specie di stato interiore in cui si immagina che le persone intorno a noi guardino sempre e solo il “brutto” che è dentro di noi e questo crea angoscia intollerabile.
Esiste una paura di amare perché la realtà che molti vivono è assai vicina al confine della disperazione o ad una forma di tristezza che impedisce ogni forma di slancio e ogni creatività o ad  una forma di violenza che a prima vista sembra inspiegabile. Questo è il tremendo orizzonte che ci offre il mondo sei social in cui siamo immersi.

Sul tuo esempio,
nostro santo Patrono, facci scoprire che amare non è dare la mano a qualcuno quando si cammina per la strada. Amare è impegnativo; è aiutare gli altri a diventare più liberi, ad essere se stessi, a scoprire la bellezza, a scoprire che ognuno è fonte di vita. Oggi nella nostra società si può uccidere credendo di amare perché si tende a creare uno stato di dipendenza che porta alla frustrazione, all’odio; fa scattare tutto il mondo della sessualità, della gelosia. Quanta paura ad essere amati. Si pensa che tutti vogliano essere amati, ma non è sempre vero perché quando si è amati e poi traditi o abbandonati, nasce naturalmente la volontà di non amare più. Da qui scaturisce inevitabilmente la paura dell’impegno, la mancanza di fiducia, la paura dell’altro che se si avvicina troppo a me, scopre la mia povertà fondamentale e perde l’immagine che aveva di me.

Sant’Emidio,
aiutaci ad essere radicati profondamente in Gesù per poter amare veramente l’altro, rispettandolo. Gesù ci da la certezza che esiste una potenza d’amore molto più forte del nostro amore e che non siamo noi a creare questo mondo di comunione al quale aspiriamo. Noi siamo solo strumenti di una delicatezza straordinaria. Prendendo coscienza che Gesù ama dentro di noi, non per i nostri successi o per le nostre competenze, ma ci ama così come siamo, nella nostra povertà che conosce meglio di chiunque, scopriamo di essere chiamati anche noi ad amare l’altro nella sua povertà. Ci vorranno forse anni, ma che importa! L’essenziale non è la guarigione ma la fiducia reciproca, la crescita della fiducia in noi, quella che oggi chiamano resilienza, la speranza.

Santo nostro patrono,
sentiamo oggi risuonare nel nostro cuore la frase di Gesù: "Amico, amico, tu ti agiti e ti affanni per molte cose, ma di una cosa sola c'è bisogno". Non di una vacanza né di un po' di fresco; non dei like su Facebook o su altri social, né dei soldi; non di ciò che "mi fa volare" né della maggior parte delle cose con cui tentiamo di distrarci ogni giorno. C'è bisogno di scegliere la parte migliore: la parte migliore delle nostre relazioni, del nostro tempo, dei nostri talenti, della nostra storia. La parte migliore della nostra vita e della vita in generale, quella che nessuno mai ci potrà togliere. E si tratta di sceglierla, quindi di rinunciare ad altre cose per afferrarla. Spesso ci barcameniamo tra mille cose durante il giorno, ma finiamo per trascurare la parte migliore. Forse anche oggi abbiamo fatto così. Ma domani è un altro giorno e possiamo ricominciare: a scegliere la parte migliore, a vivere la nostra vita migliore o - perlomeno - a migliorare quella che già abbiamo. L'importante è scegliere di farlo - e sceglierlo con gioia amando davvero.

Amen