Fratelli e Sorelle,

è con gioia e trepidazione che, quest’oggi, Festa  della Madonna delle Grazie, Patrona della nostra Diocesi, indìco ufficialmente la Visita pastorale alle  diverse comunità della nostra Chiesa diocesana.

 

 Entrare in contato con tutti.

Mi spinge la premura verso voi tutti, consapevole della missione che la Provvidenza divina mi ha affidato come Padre e Pastore di questa Chiesa e consapevole di essere Condiscepolo del divino Maestro, Gesù.

Nutro il desiderio di entrare più sinceramente in contatto con le comunità parrocchiali, con le varie espressioni della ricchezza spirituale della nostra Diocesi, con l’esperienza di fede maturata negli anni e confrontata a non poche attuali e incalzanti sfide sociali, economiche e spirituali, con i segni di speranza che colgo anche laddove il terremoto ha seminato lutti e rovine, con le molteplici espressioni della carità che qualificano e rendono concreta  la nostra presenza cristiana sull’intero territorio. Arde nel mio animo l’ansia di meglio entrare in contatto con le attese, le speranze ma anche le difficoltà che ogni comunità quotidianamente sperimenta nell’educare alla fede. Avrò modo d’incontrare singolarmente presbiteri, diaconi, persone consacrate e laici, famiglie, coppie di sposi e giovani, anziani e malati, poveri e bisognosi di sostegno umano e spirituale. Mi fermerò ad ascoltare  educatori, insegnanti, catechisti, animatori di gruppi ecclesiali e quanti sono impegnati nei consigli pastorali, cercando un dialogo aperto e costruttivo con tutti. Prego i parroci di aiutarmi ad avere contatti pure con chi fa fatica a “sentirsi di casa” dentro la Chiesa, a chi s’interroga sul senso e sulle ragioni della vita.

 

 Nel vivo dell’intero tessuto sociale.

Questa mia visita non intende limitarsi ad atti ufficiali e formali, ma chiede di entrare nel vivo delle comunità, e con esse interrogarsi liberamente e con onesta sincerità per cercare insieme quei nuovi cammini e linguaggi oggi necessari per recuperare la bellezza e la gioia di essere cristiani in un mondo in cambiamento, e offrire a quanti intendono “cominciare a credere” itinerari di fede utili al loro vissuto e alla loro esperienza.

 

Raggiungere le periferie dell’umano.

Uno spazio congruo intendo riservare al dialogo con i “mondi sommersi”, abitati da chi si ritrova ferito dalle vicende dell’umana inquietudine, nelle povertà materiali e spirituali di cui dobbiamo farci sempre di più umilmente e gratuitamente carico, coscienti della nostra missione che, come esorta papa Francesco, è uscire dalle chiese per raggiunger le periferie dell’umano in ogni sua espressione e forma, anche le più degradate. Questo è l’unico modo per confermare le comunità nel cammino di fede che stanno percorrendo, in unità d’intenti con il vescovo, custode responsabile della verità e della carità, verificando insieme la concreta attuazione dei suggerimenti pastorali che insieme abbiamo elaborato in questo triennio (2014/2017) e che stiamo indicando per gli anni a venire.

 

Verso una pastorale integrata.

Un’attenzione speciale vorrei dedicare a incoraggiare e sostenere la  già proficua collaborazione esistente tra diverse parrocchie in alcune vicarie per giungere a realizzare quella  “pastorale integrata”, che deve avvalersi delle generose risorse che gruppi, movimenti e aggregazioni ecclesiali sono chiamati a offrire nella costruzione dell’unica Chiesa.

 

Necessità di una preparazione adeguata.

Fratelli e sorelle carissimi, accogliete la mia visita nella fede come un evento di grazia, non già per la mia persona, ma per Colui che, per grazia, rappresento al vivo, il nostro redentore Gesù, “pastore e guardiano delle vostre anime” (1Pt 2,25), che viene a incontrare  il suo Popolo (cf Lc 1,68). Sarà un’occasione di festa e di gioia, ma anche un’ opportunità per esaminare insieme e in maniera responsabile e condivisa il cammino compiuto e per intravedere, con audacia apostolica e zelo pastorale, ciò che il Signore ha preparato per noi e che le mutate situazioni storiche oggi richiedono. Proprio per questo la visita pastorale esige una preparazione adeguata che coinvolga in maniera attiva e consapevole quanti sono normalmente impegnati nelle vostre comunità, in

modo che si rispecchi la partecipazione corresponsabile di tutti, clero e laici. Conto sull’apporto creativo delle forze vive presenti, famiglie, catechisti, gruppi, operatori pastorali, ecc., in un confronto leale per raggiungere le finalità della visita pastorale.

 

Cuore della Visita: la Celebrazione Eucaristica domenicale.

Vorrei che essa diventi opportunità per porre in luce le priorità, le ricchezze feriali delle nostre parrocchie, i limiti e le difficoltà e le urgenze cui rispondere senza indugio con apertura d’animo e coraggio; un’occasione provvidenziale per cercare insieme come rispondere alle sfide delle nuove generazioni, senza dimenticare di accompagnare con umana solidarietà gli anziani, in numero sempre crescente anche nel nostro territorio. Cuore della visita pastorale sarà ovviamente la celebrazione dell’eucaristia domenicale che vorrei fosse il punto d’arrivo di un percorso comunitario vissuto nei giorni della mia presenza nelle parrocchie. A questa mia lettera d’indizione seguiranno indicazioni più puntuali e sussidi utili per preparare e vivere appieno la ricchezza della visita pastorale, che fin d’ora affido alla celeste Madre di Dio, ai nostri Santi Patroni e alla preghiera delle vostre comunità. Chiedo soprattutto alle Monache di clausura di pregare ogni giorno e a quanti si trovano nei luoghi della sofferenza domando di offrire ogni loro pena con spirito oblativo perché il Signore passi benedicendo e vivificando le parrocchie e ogni angolo del nostro territorio diocesano.

 

Tempi e modalità della Visita Pastorale.

Tenuti presenti i canoni 396 -398 del Codice di Diritto Canonico, e considerati i nn. 220-224 del Direttorio per il Ministero pastorale dei Vescovi, con il presente atto, annuncio quindi in maniera ufficiale la Visita Pastorale della Diocesi di Ascoli Piceno, che si svolgerà in due tempi. Dal 7 gennaio 2018 alcuni miei delegati visiteranno le parrocchie per gli adempimenti di carattere patrimoniale e amministrativo previsti dalla visita pastorale.  Il 01 giugno del 2018 avrà avvio la visita del Vescovo alle parrocchie  secondo il calendario  reso noto contestualmente.  Nomino segretario- coordinatore della Visita Pastorale Mons. Lino Arcangeli, Cancelliere Vescovile, coadiuvato dal Vice-Cancelliere don Riccardo Patalano.

La commissione che precederà la visita del Vescovo alle parrocchie per gli adempimenti di carattere patrimoniale e amministrativo risulta così composta:

Vicario Generale, Vicario Foraneo, Don Elio Nevigari, Arch. Simona Massari,  e un rappresentante dell’Ufficio Amministrativo.

 

 

 

 

 

 Fedeli all’Amore divino.

La Vergine Santa delle Grazie e Sant’Emidio, nostri celesti Patroni, veglino su questo cammino comunitario e ottengano per tutti noi il dono della fedeltà all’amore di Dio.

Fratelli e sorelle, vi chiedo di pregare perché questa visita pastorale possa recare i frutti spirituali e pastorali che vivamente auspichiamo. Su tutti e ciascuno invoco abbondante la benedizione di Dio.

 

Dato in Ascoli Piceno,  8 ottobre 2017, Solennità della Madonna delle Grazie.

 

 

+ Giovanni D’Ercole

  Vescovo di Ascoli Piceno

 

 

GIOVANNI D’ERCOLE

 

PER GRAZIA DI DIO E DELLA SEDE APOSTOLICA

VESCOVO DI ASCOLI PICENO

Prot. N. 60/17         Pos. N. 75

 

 

Alle Comunità parrocchiali

ai Presbiteri, Diaconi,

alle Persone Consacrate

e a tutti i Fedeli Laici della Diocesi.

 

Mons. Lino Arcangeli

Cancelliere Vescovile