Lunedì, 21 novembre, è stata resa pubblica la lettera apostolica 'Misericordia et misera' firmata da Papa Francesco a conclusione del Giubileo straordinario della Misericordia. La notizia, che l’opinione pubblica ha in gran parte percepito, è che il peccato dell'aborto è stato depenalizzato, visto che tutti i preti lo possono assolvere. Mediante questa nota invece il Santo Padre vuole dare maggior risalto alla gravità di questo peccato, che però va considerato insieme alla misericordia di Dio, che si manifesta soprattutto nel sacramento della confessione, per cui anche il crimine più grave, quando si è sinceramente pentiti e decisi a cambiar vita, trova l’abbraccio misericordioso di Dio nella Chiesa. Poiché tuttavia non sempre si percepisce la gravità dell’aborto, diventato un diritto civile, colgo volentieri quest’occasione per chiarire, come già fatto in altre circostanze, quel che effettivamente si legge nella citata lettera apostolica.

1. E' fuori di ogni interpretazione chi afferma che la scomunica per l’aborto procurato è stata declassata a peccato leggero per cui " si può anche abortire perché intanto si è facilmente perdonati". Questo riguarda non solo la madre ma anche coloro che in qualsiasi modo cooperano, per cui si ribadisce con forza la validità e la necessità per un cristiano di fare “obiezione di coscienza”.

2. Pur affermando l’assoluta gravità di questo peccato, che è l'uccisione volontaria di un essere umano in formazione nel grembo di una donna, il Papa, con altrettanta forza, ricorda che non esiste un peccato che Dio non possa perdonare quando si ritrova con un cuore pentito per cui non deve esserci nessun ostacolo, nessun limite. Anche se è opportuno chiarire che il perdono non è un fatto automatico, ma esige reale pentimento e il sacerdote ha il dovere morale di accertarsi del pentimento, che esige una ferma decisione di non commetterlo più.

3. Il fatto che, a differenza di prima, ora ogni sacerdote può assolvere il peccato di aborto, prova appunto la volontà del Papa d’invitare chi l’ha commesso a confidare nella misericordia divina, sapendo  bene quale traccia di dolore e di angoscia lascia nel cuore delle donne che hanno abortito. Ed allora, con paterna benevolenza, il Papa ha deciso di mantenere la prassi già in vigore dall'inizio del Giubileo straordinario della Misericordia, con la quale si vorrebbe semplicemente dire: chi porta dentro di sé questo grande dolore ed è sinceramente pentito, non deve trovare ostacoli, ma qualsiasi sacerdote può accoglierlo, perdonare e aiutare a camminare per una vita nuova.

A ben vedere, Francesco si mantiene fedele al suo costante insegnamento sulla misericordia divina, dando la possibilità a tutti i sacerdoti di assolvere le persone dal peccato di aborto. Questa è la vera novità che responsabilizza molto i sacerdoti! Il suo insegnamento si pone in linea con il pontificato di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI: portare la Chiesa nei suoi gesti, parole e progetti al cuore del Vangelo. E il cuore del Vangelo è la misericordia.